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Ceftriaxone
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Il mwcgceftriaxone è un principio attivo mwcwantibiotico appartenente al gruppo delle mwdacefalosporine di terza generazione, di indicazione specifica in caso di mwdqinfezioni batteriche gravi in presenza di batteri sensibili, infezioni batteriche in pazienti neutropenici e/o defedati o immunocompromessi, profilassi chirurgica.

Contents

Note

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Indicazioni

Viene utilizzato come terapia contro numerose infezioni batteriche del sistema nervoso centrale, compresa la mweqmeningite, la mwegsepsi, le infezioni complicate del rene e delle vie urinarie, la peritonite, le infezioni della cute e dei tessuti molli e le infezioni ossee e articolari. Costituisce, allo stato attuale, la terapia raccomandata dal CDC di Atlanta (USA) contro la mwewgonorrea.

Avvertenze

mwfgSoluzioni iniettabili contenenti calcio: lo mwfwione calcio determina la precipitazione del ceftriaxone. Non impiegare soluzioni contenenti mwgacalcio (mwgqsoluzione di Ringer o di mwggHartmann) per ricostituire la soluzione di ceftriaxone o per diluire la soluzione già ricostituita. Evitare la contemporanea somministrazione di ceftriaxone e soluzioni iniettabili per via endovenosa contenenti calcio nei pazienti di età inferiore a 28 giorni e nei neonati prematuri; in pazienti di età superiore a 28 giorni, la somministrazione può avvenire in modo sequenziale previo accurato lavaggio o sostituzione delle linee di infusionecite-ref-2[2].

mwiaAnemia emolitica: in seguito a trattamento con ceftriaxone, sono stati riportati casi di mwiqanemia emolitica, alcuni dei quali fatali, sia in pazienti adulti sia in pazienti di età pediatrica. L'esposizione alle mwigcefalosporine sembra determinare una fase di sensibilizzazione e in seguito la formazione di mwiwanticorpi, che durante la successiva esposizione al farmaco causano mwjaemolisicite-ref-3[3]cite-ref-4[4]. Se si verifica anemia emolitica durante la terapia con ceftriaxone sospendere l'assunzione del farmaco ed effettuare opportune analisi per accertarne la causa.

mwlgCoagulopatie: in alcuni pazienti in trattamento con ceftriaxone sono stati riportati prolungamento del tempo di mwlwprotrombina e mwmaipoprotrombinemiacite-ref-5[5]; somministrare ceftriaxone con cautela in pazienti che presentano bassi livelli di mwnqvitamina K o alterazioni nel processo di sintesi.

mwnwNeurotossicità: l'assunzione di cefalosporine può determinare l'insorgenza di mwoatossicità a livello neurologico, che si presenta con differenti sintomi clinici che comprendono convulsioni, stato epilettico non convulsivo, mwoqmioclono, alterazioni dello stato mentale, mwogencefalopatie, fino al mwowcoma. Il rischio di sviluppare mwpaneurotossicità in seguito all'impiego di cefalosporine risulta aumentato nei casi di pregresse patologie neurologiche, nei pazienti anziani e nei pazienti con insufficienza renalecite-ref-6[6].

mwqgEcografie biliari: in seguito a esame ecografico della mwqwcistifellea di alcuni pazienti in trattamento con ceftriaxone ad alte dosi è stata riscontrata la presenza di ombre simili a mwracalcoli biliari. Tali reperti sembrano essere causati dalla precipitazione di un complesso ceftriaxone-calcio; in genere sono mwrqasintomatici e reversibili con la sospensione della terapia. In caso di comparsa di sintomi clinici, valutare la sospensione del trattamento con ceftriaxone e istituire una terapia idoneacite-ref-7[7]cite-ref-8[8].

mwtwPancreatite: in seguito a trattamento con ceftriaxone sono stati riportati alcuni casi di mwuapancreatite acuta insorta in pazienti adulti e un episodio in un paziente di età pediatricacite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]. In caso di insorgenza di mwxqpancreatite acuta

mwxwNefrolitiasi: in letteratura sono descritti casi di mwyalitiasi renale verificatisi in pazienti di età pediatrica; in tali pazienti il trattamento con ceftriaxone ad alte dosi può causare a livello renale la precipitazione di un complesso costituito dal calcio e dal farmaco stessocite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14].

mwbgPrima infanzia: la somministrazione di ceftriaxone a nati prematuri o neonati fino a 28 giorni di vita affetti da mwbwiperbilirubinemia è controindicata; il ceftriaxone può interferire con la mwcabilirubina per i siti di legame all'mwcqalbumina mwcgplasmatica e causare mwcwencefalopatia da bilirubina. La somministrazione di ceftriaxone per via endovenosa risulta controindicata per i pazienti nati prematuri o neonati che richiedono o che potrebbero richiedere trattamenti per via endovenosa con soluzioni contenenti calcio. Sono stati riportati alcuni casi di eventi avversi fatali associati a ritrovamento in sede autoptica di depositi cristallini nei polmoni e nei reni in pazienti neonati trattati con ceftriaxone per via endovenosa in concomitanza a soluzioni contenenti calciocite-ref-15[15]cite-ref-16[16].

mwfqGravidanza: sono disponibili dati limitati relativi all'impiego del ceftriaxone durante la mwfggravidanza; il farmaco non sembra causare effetti tossici nel neonatocite-ref-17[17]cite-ref-18[18]. La FDA ha inserito il ceftriaxone in classe B per l'impiego in gravidanza. La classe B comprende i farmaci i cui studi riproduttivi sugli animali non hanno mostrato un rischio per il feto e per i quali non esistono studi controllati sull'uomo oppure i farmaci i cui studi sugli animali hanno mostrato un effetto dannoso (oltre a un decremento della fertilità) che non è stato confermato con studi controllati in donne nel I trimestre (e non c'è evidenza di danno nelle fasi avanzate della gravidanza).

mwiaAllattamento: il ceftriaxone viene escreto nel latte materno; sono disponibili dati limitati relativi alla sicurezza e alla tossicità del farmaco quando impiegato durante l'allattamento. La concentrazione di ceftriaxone rilevata nel latte materno è risultata pari al 3-4% di quella presente nel siero materno e non sembra causare effetti avversi nei neonaticite-ref-19[19].

Dosaggi

• 1mwka g al giorno tramite mwkqiniezione intramuscolo salvo diversa prescrizione medica (endovenosa)cite-ref-20[20]
• 2-4mwlw g per infezioni gravi

Effetti indesiderati

Fra gli effetti collaterali più frequenti si riscontrano mwmgcolite, mwmwnausea e mwnadiarrea.

Note

cite-note-11. Sigma Aldrich; rev. del 17.09.2012, riferita al sale bisodico emieptaidrato
cite-note-22. FDA Safety Information, Aprile 2009 in www.fda.gov
cite-note-33. Arndt P.A. et al., Transfusion, 1999, 39, 1239
cite-note-44. Kapur G. et al., Pediatr Blood Cancer., 2008, 50, 139
cite-note-55. Agnelli G. et al., Antimicrob. Agents Chemo., 1986, 29, 1108
cite-note-66. Grill M.F., Maganti R., Ann. Pharmacother., 2008, 42(12), 1843
cite-note-77. Schaad U.B. et al., Lancet, 1988, 2, 1411
cite-note-88. Heim-Duthoy K.L. et al., mwuaAntimicrobial Agents and Chemotherapy, 1990, 34, 1146
cite-note-99. Zimmermann A.E. et al., Ann. Pharmacother., 1993, 27, 36
cite-note-1010. Famularo G. et al., Ann. Ital. Med. Int., 1999, 14, 202
cite-note-1111. Ruggiero S. et al., J. Chemother., 2010, 22, 63
cite-note-1212. Cochat P. et al., Nephrol. Dial. Transplant., 1990, 5, 974
cite-note-1313. Dulac Y. et al., Presse Med., 1995, 24, 916
cite-note-1414. De Moor R.A. et al., Eur. J. Pediatr., 1999, 158, 975
cite-note-1515. FDA Labeling Revision, Maggio 2007 in www.fda.gov
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cite-note-1717. Cavenee M.R. et al., Obstet. Gynecol., 1993, 81(1), 33
cite-note-1818. Sanchez-Ramos L. et al., Am. J. Obstet. Gynecol., 1995, 172, 129
cite-note-1919. Kafetzis D.A. et al., mw2gAntimicrobial Agents and Chemotherapy, 1983, 23(6), 870
cite-note-2020. mw3gmw3wmw4aCeftriaxone, su mw4qinformazionisuifarmaci.it mw4g(archiviato dall'mw4wurl originale l'11 maggio 2006).

Bibliografia

• mw5wBritish national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.

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